[il musico e le case]
matitona nera su carta
70x70 centimetri
estate 2002
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sembra che il presente si realizzi perfettamente solo nei punti di passaggio, negli spazi di passaggio. gli autogrill, gli hotel, le stazioni, le automobili: tutto quello che non presuppone un ritorno. è singolare poi come spesso questa situazione di consapevolezza sia per noi più forte in posti destinati all'anonimato. a me piace stare ai margini, senza essere parte di una città e senza non esserlo. mi piacciono le tangenziali, e mi piace rintanarmi nelle stanze dei motel con le vetrate, di modo che possa vedere passare le macchine senza sentirne il rumore, e non sapere neanche di preciso di quale città si tratti. mi piace perché il cielo dà più l'impressione di cadere addosso quando c'è spazio intorno, ed è un po' come il fascino dell'eternit e dei capannoni. se proprio devo stare in clandestinità, preferisco starci nei luoghi adatti alla clandestinità.
[vinicio capossela]
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