[il disegno della croce]
matita su carta
69x96 centimetri
firenze autunno 1996

la morte un modello per i pittori, e sta in equilibrio sulla gamba d’appoggio e su quella libera, poi irrompe, assaggia i mirtilli, le bacche di rose canine, che si contorcono e scoppiano provocando il prurito, senza il quale la cavalleria non s’impenna. e stimola gli ulani, una conversione attorno ai covoni - anche questo fa quadro - poi si ricompongono dietro il loro comandante, in spagna si chiamerebbe don chisciotte, ma qui è un cavaliere di puro sangue polacco, pan kiehot dalla mesta nobile figura, che a tutti i suoi ulani ha insegnato a fare il baciamano da cavallo, cosicché essi ora baciano sempre, compiti, la mano alla morte, come fosse lei pure una dama - ma prima si radunano, il rosso tramonto alle spalle - di atmosfera sono costituite le loro riserve - i carri armati tedeschi di fronte, si radunano gli stalloni delle scuderie krupp von bohlen e halbach, cavalli così nobili non sono mai stati cavalcati. ma ecco che quel cavaliere mezzo polacco mezzo spagnolo, che il pensiero della morte esalta - dotato pan kiehot, troppo dotato! - ecco che abbassa la lancia, con la banderuola bianco-rossa vi invita al baciamano, e grida al rosso tramonto, alle cicogne sbattenti il becco bianco-rosso sui tetti, alle ciliegie espellenti i noccioli, grida alla cavalleria: «nobili polacchi, in sella! quelle che vedete non sono corazze d’acciaio, non sono che mulini a vento o pecore; vi invito al baciamano!»

[oskar]