[il carnevale di emilio]
lapis su carta
9x9 centimetri
marzo 2005

la voce della signora zeidler mi sfuggì ancora mentre lei parlava. mi abbandonai alla follia della tappezzeria, alla follia verticale, orizzontale, diagonale, alla follia sinuosa, multiforme. mi ritovai in matzerath, mangiai con lui il pane sospetto di tutti i traditi, mi lasciai andare a gustarlo, a camuffare il mio jan bronski da seduttore da quattro soldi, truccato satanicamente, che entrava in scena con il tradizionale cappotto con il collo di velluto, poi col camice del dottor hollatz, e subito dopo nelle vesti del chirurgo dr. werner, per sedurre, rovinare, violentare, offendere, battere, tormentare, per fare tutto quello che un seduttore deve mettere in opera per restare plausibile.

[...]

il mio proprio sesso, che continuo impassibile a portare con me, lunatico munumento della mia debolezza, delle mie limitate possibilità.

[oskar]